martedì 21 dicembre 2010

E guerra fu


Esplosioni, colpi di mitra, la voce concitata dell'autore del servizio lo fece sobbalzare sul letto d'ospedale a cui era costretto da mesi. Un maledetto attentato al suo convoglio lo aveva ferito gravemente, mutilandogli una gamba.
Era un sergente una volta, ora invece un dannato invalido inerme di fronte alle immagini di guerra che coinvolgevano i suoi compagni di una vita di  battaglie sul campo.
La rabbia scosse le sue ossa e una terribile sensazione di inutilità gli strappò di netto il cuore dal petto. Osservò muto i suoi amici perire sotto i colpi del nemico, in una guerra che di sensato non aveva proprio nulla.
Era il suo lavoro servire la patria.
Ma in quella patria, guidata da politici con ideologie differenti dalla sua, aveva trovato la sua condanna.

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