venerdì 11 febbraio 2011

Adrenalina


Sono fradicio. Fradicio di quel sudore che i miei capelli non riescono più a trattenere; mi acceca, punzecchiandomi gli occhi. Tento di tenere alta la concentrazione, dimentico i muscoli che stanno tremando, stremati da quasi cinquanta minuti di gioco. Non sento nemmeno più la maglia addosso, diventata ormai aderente, bagnata oltre ogni logica. Il coach è lì davanti a noi, inginocchiato a scarabocchiare sulla lavagnetta  per spiegarci i movimenti tattici che potrebbero portarci alla vittoria in questa dura finale.
Ma la mia mente è già oltre. Penso a come poter difendere su quei tiri liberi per ripartire poi in un contropiede vincente.
Il suono della sirena mi riporta alla realtà.
E' ora di spalancare le porte dell'olimpo.

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