martedì 1 marzo 2011

Bagnati marci



Riesco a sentire la pioggia sui miei capelli, le sento scorrere giù sul viso e poi entrarmi dentro, fredda, pugnalandomi come una lancia nel costato. Tutt'attorno le persone iniziano a scolorire fino a scomparire in una pozza fetida. Mi osservo le mani, io non perdo alcun colore; guardo in giro e vedo che di quelle centinaia di persone che correvano affannate come formiche e trasportate dalla frenesia di una società malsana, ne sono rimaste poche, incredule. Allora realizzo che “quella pioggia” ha lavato via un po' del marcio che ci circonda.

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