domenica 6 novembre 2011
Sartana, il pistolero kitsch.
Erano quasi le due di questa notte quando mi sono infilato sotto alle coperte, ho preso in mano SCARLET di Bendis e Maleev e, come da abitudine, ho acceso la tv. Sì perchè quando leggo ho bisogno di rumore in sottofondo, questo mi aiuta a ricordare che c'è una realtà scomoda da cui isolarsi, nel miglior modo possibile.
Quello che passa in televisione però mi distrae. Sento un gringo, degli spari e un rumore di zoccoli; incuriosito dapprima sbircio timidamente quel film, a me sconosciuto, da dietro al fumetto, poi l'interesse prende il sopravvento e Scarlet finisce a pancia in su, al mio fianco. Tre minuti e il film viene interrotto dalla solita tediante pubblicità. Riprendo a leggere. Poco dopo il film rinizia e io riabbasso il fumetto. Le immagini che mi trovo davanti però sono sconvolgenti. Io, appassionato dei capolavori di Sergio Leone dove un fantastico Clint Eastwood faceva la parte del pistolero, che credevo di potermi gustare un bel western, vengo subito disilluso. Il titolo che passa in sovrimpressione recita : "Passa Sartana...è l'ombra della tua morte!". Mi stropiccio gli occhi, mi aiuto avvicinandomi alla televisione e rileggo il titolo che passa una seconda volta in sovrimpressione. Eh sì, penso che possa essere uno di quei titoli in inglese che noi italiani sappiamo tradurre in modo molto fantasioso (basti pensare a DUE DATE, tradotto in italiano PARTO COL FOLLE), poi però leggo il labiale degli attori che parlano in italiano ma sono doppiati, in maniera comunque scadente. Passano trenta secondi e un campo lungo mi rivela che il film, del 1969, forse è stato girato nelle campagne di qualche regione brulla italiana. Nulla di male fin qui, anche se un pò rattristato nel vedere certe schifezze, penso che anche il "maestro" Sergio Leone ha girato parte dei suoi film nelle campagne nostrane, ottenendo i risultati che in molti avete potutto constatare. Prendo fiducia e rimango lì impalato a guardare e ad assistere a dialoghi sterili, fino all'entrata in scena del pistolero Sartana, il protagonista. Appare in giacchettina blu scuro, che copre la "panza" (i bottoni della camicia a scacchi faticano a resistere alla pressione) e pettinatura biondastra; non un segno di polvere o una goccia di sudore sulla sua fronte (lo sappiamo utti quanto fosse fresco il clima nelle lande desolate del west). Eccolo il pistolero kitsch, mi dico. Riprendo in mano SCARLET e rinizio così a leggere in compagnia della mia nostalgia per Leone ed Eastwood. Io che fino a poco tempo fa i western li odiavo.
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