A lui pareva di esser scaltro, superiore ad ogni essere vivente, che fosse esso stupido o intelligente. Faceva con tutti buon viso a cattivo gioco , ma talvolta ahimé ci si scotta con il fuoco.
Egli parlava malamente di chiunque, dal leone al furetto, passando per il capretto. Finché decise che arrivò il turno del possente elefante, così grande e maestoso ma anche così pesante. Pure lui mostrava fiero la sua dote più grande, quelle orecchie che il verme sotto sotto derideva festante. Sicuro di aver trovato un ridicolo concorrente, per via di quel suo naso cicciotto e cadente, il verme iniziò a diffamare l'elefante che voleva partecipare al matrimonio del suo amico gorilla in un panciotto elegante. Accusato dal piccolo strisciante di essere uno che non metteva nei doni la sua adeguata parte, il grande animale venne messo all'angolo in maniera assai brutale. Conscio di quello che era avvenuto, si rimboccò le maniche ed aveva presto provveduto. Il verme venne smascherato e nell'amo impigliato. Aveva sottovalutato dell' avversario il suo vero talento, grandi orecchie ma un udito forte come il vento. Tutti capirono che il verme aveva un lungo naso, non perchè ci fosse nato ma perché dalle menzogne era guidato.
Questa favoletta, scritta in pochi istanti, è dedicata a una persona in particolare. La ringrazio per essermi stata d'ispirazione e soprattutto per avermi dato modo di capire la lezione : se una persona accusa un lungo naso, meglio non fidarsi, forse non gli è stato donato a caso!

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