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Mi dispiace dovervi tediare con una storia che si
ripropone, stavolta dal fondo del mare.
Con il verme dal lungo naso al suo fianco,
la balena
dalla luna storta fu presto accantonata dal branco.
Ella si disperava sul fondo sabbioso, maledicendo in
modo rabbioso il giorno in cui donò il proprio cuore al suo moroso.
Ben presto si accorse delle sue bugie, ripetute
centinaia di volte, quasi fossero litanie.
Ma la balena, sebbene fosse possente, aveva la forza
d’animo di un cioccolatino fondente.
Si scioglieva alle carezze del suo verme, che con un
tocco solo riusciva a tramutarla in un cetaceo inerme.
La grassa signora, in cuor suo (giusto quello,
essendo priva di cervello), sapeva dei tanti tradimenti, ma non se la sentiva
di reagire, per paura di pentimenti da patire.
Decise allora di tenersi affianco il suo amato verme
dal lungo naso, “sempre meglio che morire sola e chiusa come filetto in un
vaso”.

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