Era quella indecifrabile, che riuscivo a capire.
Era la spinta che riusciva a caricarmi, era la stima che cresceva in me.
Era la pazza, quella che non si poneva alcun problema, quella che non si faceva tante domande.
Era quella che riusciva a trascinarti in cose che erano fuori dal tuo tran tran quotidiano.
Era quella che portava scompiglio alle tue abitudini, quella che metteva in dubbio le tue certezze, quella che ti guardava negli occhi, pugnalandoti l'anima.
Era quella dai silenzi assordanti, dagli entusiasmi roboanti, seppur brevi.
Era quella indecisa dentro, ma una roccia fuori, quella che non chiedeva mai, quella che ascoltava, ti capiva e ti amava.
Era adrenalina allo stato puro.
Era quella che riusciva a fermare il tempo, a far durare una sola notte più di una vita intera.
Era la miglior medicina possibile, con i suoi occhi e il suo sorriso raggiante.
Era la Dea dell'Amore che ti amava per poche ore, al buio delle tenebre, al riflesso della Luna.
Era la compagna di momenti belli e di momenti brutti, di avventure di ogni genere.
Era quella che non riuscivi ad odiare, ma solo ad amare. Ti rubava il cuore, dopo averti stregato la psiche.
Era tutto e niente. Si insinuava silenziosamente nella tua vita e ti faceva innamorare.
Era una molla, si allontanava e si riavvicinava, ripetutamente e velocemente.
Era tutto questo, ma solo nella mia mente.
Quando me ne resi conto era ormai troppo tardi.
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