Palla al centro!
A Cannes 2013 si aggiudica la Palma d'Oro il film "La vie d'Adele 1 & 2", del franco tunisino Abdellatif Kechiche, ispirato al fumetto francese (o bande dessinée) intitolato "Le bleu est un couleur chaude", creatura dell'artista Julie Maroh, che affronta la spinosa (aggettivo utilizzato per i bigotti) questione dei matrimoni gay, in questo caso tra le due protagoniste.
Un film che ha decisamente ammaliato la giuria al completo, su tutti lo statunitense Steven Spielberg. Quindi un fumetto diventa film e vince un prestigioso riconoscimento internazionale.
Fosse accaduto ad un film italiano, tratto da una delle opere che i grandi artisti (Pratt, Bonelli, Pazienza e chi più ne ha più ne metta) ci hanno lasciato in eredità, noi degli addetti ai lavori avremmo forse parlato di "rivincita del fumetto italiano". Rivincita su quel pubblico di denigratori di questa nobile arte, a cui affibbiano l'epiteto di "giornaletti per bambini". Quante volte avrete dovuto sopportare la classica domanda rivoltavi da amici e parenti : "Ancora leggi quelle cose? Ma non sei un po' grandino?" Gli stessi che poi si entusiasmano per una pellicola Marvel, Dc o Vertigo (sempre Dc), pur non sapendo che sono case editrici di comics di fama mondiale.
Ma l'Italia dei balloon dov'è?
Abbiamo vagonate di capolavori, di serie a fumetti che potrebbero diventare film o serie televisive di sicuro successo, i cui soggetti potrebbero essere scritti da un Roberto Recchioni, in forma fantastica (leggetevi l'edizione figa di "Mater Morbi", uscita da pochissimo), o da un Matteo Casali (migrato anche in DC) qualsiasi (!). Pensiamo ai "soli" Tex, Dylan Dog, Corto Maltese, Martin Mystere, Brandon, Nathan Never che hanno entusiasmato generazioni di appassionati e tutt'ora tengono alta l'asticella delle vendite (crisi permettendo). Martin Mystere divenne un cartone animato che, ahimè, ricordava ben poco l'investigatore dal muso duro. Ecco, parliamo anche di animazione. In questo campo, noi italiani, sembra che cerchiamo di imitare (con risultati mediocri) prodotti d'oltre oceano piuttosto che creare una nostra identità artistica. E sì che anche qui, di materiale su cui sbizzarrirci, ce ne sarebbe. I recentissimi A PANDA PIACE di Giacomo Bevilacqua (che divenne una sorta di jingle natalizio su LA7) o LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO (arrivato alla sua sesta ristampa, edizione BAO Publishing) di Zerocalcare, ne sono l'esempio.
Qualcosa però sta cambiando, si avverte nell'aria.
All'ultima edizione di Lucca Comics and Games (fiera internazionale allestita come un mercatino cittadino, nulla a che vedere con la rinomata fiera di Angouleme) il padiglione delle "case editrici indipendenti", oltre che assalito da un discreto viavai di gente, era pieno zeppo di cose interessanti, che sfondavano i rigidi canoni che , nell'ombra, molto spesso influenzano (sigh!) sul nascere gran parte delle storie pubblicate in Italia (mai toccare vaticano e bambini).
Piccole realtà si stanno facendo conoscere a suon di gomitate.
Solo per citarne un paio, CRAZY CAMPER del grande Tommaso De Stefanis o CYRANO COMICS (e potrei continuare con PRO GLO EDIZIONI, ABSOLUTE BLACK, ecc...).
Bella l'iniziativa delle TRUCKERS, dietro il cui nome così "d'impatto" si celano le sette (non proprio sconosciute) artiste : EloElo, Sara Pichelli, Elena Casagrande, Arianna Florean, Giovanna Niro, Claudia SGI, Claudia Balboni.
Insomma, attendiamo tutti la tanto attesa svolta del mercato italiano e per questo confidiamo nella generazione di artisti nati proprio negli anni in cui la storia vide il passaggio dalla "vecchia" disco music, alla nuova, moderna e più frizzante (nonchè colorita, Ivana Spagna docet) dance music anni '80. Barry White e Gloria Gaynor lasciarono spazio a pischelli quali Michael Jackson, Whitney Houston, Diana Ross e Depeche Mode.
Siccome la storia si ripete, speriamo si dia una mossa!

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